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BEAMitup: per le aziende agroalimentari un nuovo strumento di diagnosi rapida delle contaminazioni da Covid-19
07/01/2021

BEAMitup: per le aziende agroalimentari un nuovo strumento di diagnosi rapida delle contaminazioni da Covid-19

Garantire la sicurezza dei luoghi di lavoro, soprattutto nel settore agroalimentare, non solo in termini di salute pubblica, ma anche dal punto di vista commerciale, evitando le contaminazioni da Coronavirus che potrebbero interrompere l'attività e diffondere il virus attraverso materie prime o prodotti finiti. E’ l’obiettivo di BEAMitup, un progetto che coinvolge l’azienda italiana Microbion (nata nel 2011 come spin-off dell’Università di Verona), in collaborazione con SwissDeCode (Svizzera), Consejo superior de investigaciones científicas di Valencia (Spagna) e l'Università di Helsinki (Finlandia), nella realizzazione di uno strumento in grado di ridurre tempi e i costi delle analisi che gli operatori devono svolgere per garantire l’assenza del Sars-CoV-2 nelle aziende agroalimentari.

L’attività di ricerca, finanziata con circa 800mila euro dal consorzio europeo pubblico-privato Eit-Food (European institute of innovation&technology, che raccoglie oltre 70 università e centri di ricerca, grandi aziende, Pmi e start-up), prevede lo sviluppo di nuovi strumenti diagnostici capaci di aiutare le aziende a rilevare in modo rapido ed efficiente la contaminazione da Coronavirus e anche da altri microrganismi su superfici di lavoro, materie prime e prodotti finiti. Sebbene gli alimenti non siano mai stati rilevati come una causa diretta di diffusione dei virus, la filiera agroalimentare è ugualmente esposta ai rischi di contagio.

Le aziende agroalimentari possono essere coinvolte attivamente nel progetto, ricevere aggiornamenti sul suo sviluppo e avere consulenze gratuite sulla gestione delle contaminazioni partecipando a un’indagine (https://linktr.ee/beamitup) che si propone di raccogliere e monitorare le buone pratiche da loro adottate per identificare e gestire i focolai legati alla pandemia.

Il sondaggio servirà a guidare la messa a punto di un nuovo dispositivo per la diagnosi rapida funzionante con matrici liquide o tamponi. Attualmente in fase di sviluppo, il nuovo strumento è già in grado di completare un'analisi completa in 1 ora, ma si punta a ridurre i tempi di risposta a soli 35-40 minuti. La sua versione finale dovrebbe essere pronta a breve.