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La corsa del biologico non si arresta: alimentare cresciuto del 7,3% dal 2015 al 2019
14/01/2021

La corsa del biologico non si arresta: alimentare cresciuto del 7,3% dal 2015 al 2019

Non si ferma la corsa del biologico: nel 2020 il mercato italiano del bio in Italia ha raggiunto i 6,9 miliardi di euro. Il mercato interno è rimbalzato del 118% dal 2011 al 2020  salendo a quota 4,3 miliardi di euro. A trainare le vendite è stata soprattutto la grande distribuzione, che ha generato un fatturato di oltre 2 miliardi di euro  e un progresso del 279%. Gli altri canali distributivi, con vendite pari a 2,3 miliardi di euro, sono cresciuti del 58%. E’ la fotografia del settore biologico negli ultimi dieci scattata dal Rapporto Bio Bank 2020, giunto alla 14a edizione. L’export bio ha raggiunto i 2,6 miliardi di euro (+131%).

Sono aumentate le aziende biologiche, arrivate oltre quota 80mila nel 2019, in progresso del 34,5% in 10 anni. Anche le superfici bio hanno sfiorato i 2 milioni di ettari (+33,5% in 10 anni), pari al 15,8% dell’area coltivata in Italia.

Sono 3.476 attività bio censite da Bio Bank nel 2019. Dal 2015 al 2019 è cresciuto del 7,3% il numero delle attività bio delle tre tipologie alimentari monitorate. Al primo posto ancora i siti di e-commerce di alimenti bio, arrivati a quota 405 cresciuti del 41,6%, in base a un trend già positivo accelerato ora dalla pandemia. Al secondo i posto i  ristoranti bio saliti a 543 (+20,7%), anche se il numero è destinato a cambiare nel 2020 per le chiusure forzate. Scendono invece a 1.339 i negozi bio (-4%), che soffrono la concorrenza della grande distribuzione e reagiscono puntando sull’aggregazione.

Ai primi due posti della classifica per numero di attività bio anche per il 2019 si confermano Lombardia ed Emilia-Romagna, mentre al terzo entra il Veneto. In queste tre regioni si concentrano 1.379 attività sul totale di 3.476, in pratica quattro su dieci. Alla guida della classifica per densità (numero di attività per ogni milione di abitanti) restano le Marche, al secondo posto entra il Trentino-Alto Adige, seguito dall’Emilia-Romagna.