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Frutta, il Brasile punta al raddoppio dell’export
20.06.2017

Frutta, il Brasile punta al raddoppio dell’export

Italia e Brasile, big nella frutta, posizionati ai primi posti nel ranking europeo per quanto riguarda il nostro Paese, e in quello mondiale per il Paese sud-americano. Secondo Eurostat l’Italia si colloca al secondo posto in Europa per mele (davanti alla Polonia), pesche (davanti a Spagna), e ciliegie (dopo Polonia) mentre secondo i dati di Apex-Brasil, l’Agenzia Brasiliana per la Promozione del Commercio e degli Investimenti, il Brasile è il terzo produttore di frutta al mondo dietro Cina e India, ne produce 44 milioni di tonnellate l’anno, di cui il 2,5% prende la via dell’estero.
 
Lo segnala Confagricoltura citando anche le previsioni di Abrafrutas, l’associazione frutticola del Brasile: la
produzione di frutta in Brasile è in crescita con un aumento stimato tra il 15% e Il 25%, ma anche l’export sta guadagnando terreno e punta al raddoppio delle vendite entro il 2020.
 
In Italia, come ricorda l’organizzazione agricola, il Brasile importa oggi anacardi, noci di cocco e noci per un valore di  3,83 milioni di dollari, pari al 5,3% del totale delle importazioni nazionali.
Banane, mango, agrumi, meloni, avocado, mele, pere e frutta secca sono i frutti principali dell’offerta brasiliana che è sempre più agguerrita e punta su una strategia di diversificazione dei mercati e dei prodotti che nel 2016 contava 30 diversi frutti.
Del resto il clima favorevole, l’ampia disponibilità di superfici e i continui investimenti in tecnologia consentono alla frutticoltura brasiliana una produzione su larga scala capace anche di ridurre i costi di produzione e di garantire una qualità costante.