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Vademecum Prelazione Agraria
31.01.2017

Vademecum Prelazione Agraria

La prelazione, in via generale, si concretizza nella preferenza che l’ordinamento giuridico accorda ad alcuni soggetti rispetto ad altri nel momento in cui vengono compiuti determinati atti giuridici.

In sostanza la legge dispone che in alcuni casi l’autonomia contrattuale di ciascun soggetto di diritto - che consente a chiunque di scegliere liberamente la persona con cui convenire accordi di natura economica - subisce una restrizione, allorché l’ordinamento consente ad alcuni soggetti di far valere una loro pretesa ad acquistare il bene che il proprietario intende vendere.

 

Uno dei casi di prelazione legale è quella agraria, che si concretizza nel diritto attribuito all’affittuario coltivatore diretto insediato sul fondo rustico ovvero al proprietario coltivatore diretto confinante di essere preferito a parità di condizioni al terzo acquirente in caso di trasferimento a titolo oneroso del terreno medesimo.

Al fine di consentire al prelazionante l’esercizio del suo diritto, il proprietario venditore è tenuto a comunicare la proposta di alienazione convenuta con il terzo al coltivatore tramite lettera raccomandata, con allegato il contratto preliminare di compravendita che riporti il nome dell’acquirente, il prezzo e le altre condizioni pattuite; il coltivatore può esercitare il suo diritto di prelazione entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione.

 

Il coltivatore che esercita la prelazione è tenuto a versare il prezzo entro tre mesi, decorrenti dal trentesimo giorno dal ricevimento della comunicazione di vendita, salvo diverso accordo fra le parti; il termine è sospeso per non più di un anno se il titolare ha richiesto un mutuo.

Se il proprietario non comunica alcunché al coltivatore ovvero al confinante, questi possono esercitare l’azione di retratto (o riscatto) nei confronti del terzo acquirente e dei suoi aventi causa, entro un anno dalla trascrizione del contratto di compravendita.

Pare opportuno ricordare in tale contesto che le norme sulla prelazione agraria non trovano applicazione quando le trattative per la vendita del fondo agricolo intervengano direttamente tra proprietario del fondo e coltivatore, anche se il coltivatore dichiari di esercitare il diritto di prelazione, che, per sua natura e modalità, è previsto per il diverso caso in cui l'affittuario coltivatore diretto faccia valere il proprio diritto di essere preferito in relazione ad una contrattazione del proprietario con un terzo soggetto (Cass. 11 luglio 1987, n. 6068).

 

Nel presente lavoro sono state individuate le più importanti e diffuse problematiche emerse in questi anni in materia di prelazione agraria, fornendo al riguardo, per ciascuna di esse, le soluzioni e gli orientamenti della dottrina e della giurisprudenza.

Ciò al fine di consentire una rapida ed agevole risposta agli innumerevoli quesiti e questioni che vengono posti dalle nostre aziende agricole con riguardo a questo particolare istituto.