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Barbabietola: dopo la fine delle quote, necessario valorizzare e aumentare le rese
25.02.2018

Barbabietola: dopo la fine delle quote, necessario valorizzare e aumentare le rese

Inquadrare e fare il punto sul futuro della filiera bieticolo saccarifera italiana, settore strategico dell’agroalimentare nazionale, dopo la fine delle quote di produzione dello zucchero. Questo l’obiettivo del convegno “La barbabietola tra risorsa e opportunità”, che si è svolto il 17 febbraio scorso a Sissa Trecasali (Pr) presso lo stabilimento di San Quirico di Eridania Sadam (Gruppo Maccaferri) e che ha firmato anche per l’annata 2017/2018 l’accordo per il conferimento della materia prima con le associazioni bieticole.
Dopo la riforma del 2006 negli ultimi 7-8 anni il comparto è infatti andato incontro a una profonda ristrutturazione, ma la fine delle quote dal 30 settembre 2017 ha ulteriormente aumentato il livello di competitività tra gli attori della filiera bieticolo-saccarifera con il rischio di produrre in eccesso e di aumentare il surplus da esportare sul mercato globale.
“Oggi la situazione è complicata - spiega Giovanni Tamburini, presidente di Unionzucchero, (l’Unione nazionale degli industriali dello zucchero) e vicepresidente di Coprob (Cooperativa produttori bieticoli), che ha partecipato all’incontro presso lo stabilimento di Eridania Saddam - da una coincidenza di fattori negativi. A livello europeo si è prodotto il 20% di zucchero in più, circa 20,5 milioni di tonnellate di zucchero, in seguito alla fine delle quote, e a livello mondiale si registra oggi un prezzo dello zucchero piuttosto depresso legato all’aumento dell’offerta dopo due anni di produzione deficitaria. Lo zucchero grezzo di canna quotato a New York si colloca oggi a 13,5 cents per libbra, in netto ribasso rispetto ai 20 cents raggiunti in passato. L’euro, inoltre, nel giro di un anno si è rivalutato del 15% sulla moneta Usa, ma essendo il prezzo espresso in dollaro il tasso di cambio è a sfavore della moneta europea. Di conseguenza pur di collocare il prodotto eccedentario sul mercato mondiale in Europa si sono abbassati i prezzi che non sono mai stati così ai minimi in tutta la storia dello zucchero nell’ultimo secolo”.
Gli agricoltori, nonostante la situazione non brillante di mercato, come riferisce sempre Tamburini,  hanno garantito le semine del 2018, confermando di fatto gli obiettivi dello scorsa campagna, i 31 mila ettari suddivisi tra Coprob e Italia Zuccheri e 5.500 ettari per Eridania Saddam.
“Si registra quindi la ferma volontà di andare avanti – precisa Tamburini - ma la filiera nazionale dello zucchero necessita ora più che mai  di essere valorizzata sul versante retail:  considerando che solo una quota del 20% è destinata alla grande distribuzione, mentre il restante 80% va alla trasformazione come Coprob stiamo lanciando ad esempio il primo zucchero grezzo di barbabietola e ci stiamo attrezzando anche per produrre zucchero biologico”.
Le previsioni per il 2018 indicano ancora un anno di difficoltà per le quotazioni dello zucchero, ma questa congiuntura, fa notare sempre Tamburini, potrebbe essere compensata da un aumento della produttività della barbabietola grazie alle innovazioni. “Potrebbe essere a breve disponibile – spiega - una semente non ogm più resistente agli erbicidi ma le rese possono essere migliorate soprattutto grazie ai progressi dell’agricoltura di precisione.  Alcune aziende agricole che conferiscono a Coprob hanno già ottenuto in via sperimentale un incremento di resa tra il 30% e il 40%”.
L'Ue è il primo produttore al mondo di zucchero di barbabietola (all'incirca il 50% del totale) con una quota che  rappresenta tuttavia soltanto il 20% della produzione mondiale di zucchero: il restante 80% è ottenuto infatti dalla canna da zucchero.